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Questa mattina intorno alle 7 i vigili urbani di Pisa, protetti da
circa 50 uomini in antisommossa, hanno sgomberato le tende delle
famiglie di via Marsala.

E ancora una volta ci si sveglia presto a Pisa, le forze dell’ordine non
accennano a stancarsi: intorno alla 7 di questa mattina sono state
rimosse le tende che da ormai 10 giorni erano la casa delle famiglie
sgomberate da via Marsala il 26 maggio scorso.

I vigili urbani, protetti dai cordoni di polizia e carabinieri in
antisommossa hanno letteralmente distrutto le tende di Largo Ciro
Menotti ammassandole su un furgone: Un’azione violenta quella di
stamattina, durante la quale ancora una volta le istituzioni sono state
latitanti.

Brevi momenti di tensione si sono registrati al momento della partenza
del furgone, quando la polizia ha spintonato i solidali che nel
frattempo si erano raccolti.

Di nuovo ripristinata la legalità: il sindaco Filippeschi, in nome della
sicurezza e del decoro, gestisce come sempre un problema sociale come
una questione di ordine pubblico.
Intanto per mercoledì si appresta a stringere la mano a Maroni. Verrà
infatti, firmato il "patto per Pisa sicura", che garantirà alla città
più fondi per le telecamere e più uomini delle forze dell’ordine. (altro…)

05/06/2010
 
Stamattina Ozdemir Selamet, ex-occupante di via Marsala in sciopero
della fame da 14 giorni, ha avuto un malore ed è stato ricoverato
all’ospedale Santa Chiara, dove sono stati effettuati controlli medici.

In queste settimane la lotta di Selamet, portata avanti non solo per sé,
ma per tutte le famiglie sgomberate dalla palazzina di via Marsala, ha
raccolto il sostegno di moltissime persone, come dimostrano le duemila
firme raccolte alla tendopoli di Largo Ciro Menotti.

Migliaia di persone che hanno parlato con Selamet e con i solidali e
hanno compreso le ragioni della sua lotta: una battaglia di dignità per
il diritto alla casa.

Ma la stessa sensibilità dimostrata dalla città non è stata dimostrata
dalle istituzioni cittadine che non solo hanno ignorato il suo sciopero,
ma addirittura lo hanno etichettato come “atteggiamento non
collaborativo”.
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31/05/2010

PisaIeri mattina i vigili urbani hanno consegnato
agli abitanti della tendopoli allestita in largo Ciro Menotti una
comunicazione del comando in cui si dava il termine di stamattina per
smontare le tende.

"Legalità": è questa la parola che da qualche settimana risuona spesso
nelle strade di Pisa. Ed è in nome di questa legalità che i vigili,
sollecitati da un comunicato dei negozianti scandalizzati dalla
tendopoli nel "salotto buono" della città, si sono svegliati di buon
mattino anche di domenica e si sono recati alle tende in cui, da ormai
sei giorni, vivono le otto famiglie di via Marsala, sgomberate mercoledì
scorso dalla palazzina di Riglione.

I vigili hanno comunicato alle famiglie che l’attuale situazione, 34
persone tra cui 17 minori che vivono in tenda, è illegale, così come lo
era l’occupazione dello stabile di proprietà Pampana: dunque entro oggi
le tende dovrebbero essere smontate.
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Aggiornamento ore 14:30

Si è da poco conclusa la conferenza stampa per ribadire la determinazione a continuare la lotta sul diritto alla casa. Le famiglie occupanti e molti accorsi in solidarietà hanno realizzato una tendopoli in centro città mentre un numero spropositato di forze dell’ordine presidia tutti gli edifici sfitti sia comunali che del multiproprietario Pampana già proprietario degli ex-stabili occupati di via marsala.

Ore 12:30 E’ terminata la conferenza stampa che hanno tenuto le famiglie sgomberate in Largo Ciro Menotti.

Ore 11:00 Le famiglie si sono ora dirette in Largo Ciro Menotti dove sono state montate 5 tende da campeggio. La conferenza stampa si terrà quindi in questo luogo. (altro…)

Da stamani mattina alle 6, otto famiglie, tra cui 17 minori, sono in mezzo a una strada, sgomberate da un immobile di proprietà di uno dei maggiori speculatori immobiliari della città.
Chi ha prodotto questa situazione troverà una soluzione per questa notte”. È stato questo il commento dell’assessore alle politiche sociali Ciccone, chiamata in causa dai giornalisti quando lo sgombero delle otto famiglie di via Marsala era già concluso da due ore.

È dalla mediocrità e dalla bassezza politica di personaggi come questo che scaturisce una situazione di totale delirio oggi a Pisa: non solo perché otto famiglie, che lavorano e risiedono in questa città, sono state sgomberate da più di cento agenti in assetto antisommossa, sorprese all’alba come se si trattasse di pericolosi terroristi; ma anche perché le stesse forze dell’ordine che hanno sgomberato le famiglie sono poi andate a presidiare alcuni dei maggiori simboli della speculazione in città, come l’enorme stabile di via Puccini (60 appartamenti di proprietà Pampana sfitti da più di 10 anni) o la Mattonaia, grande stabile di proprietà comunale in pieno centro, sfitto dal 1984.
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Due lunghe giornate di mobilitazione contro lo sgombero per le
famiglie di via Marsala: ieri presidio sotto il Consiglio provinciale e
contestazione al sindaco Filippeschi. Oggi presidio alla Società della
Salute con cariche delle forze dell’ordine.

Dopo il tentativo di sgombero fallito di martedì scorso, la rabbia delle
famiglie di via Marsala è scesa in piazza a denunciare la vergognosa
intesa tra un’amministrazione comunale incapace di rispondere con la
politica alle istanze sociali e il maggiore palazzinaro e speculatore
della città, che tiene in pugno il mercato degli affitti a Pisa.
Un’intesa trovata sulla pelle delle famiglie, che rivela chi gestisce
veramente questa città, chi manovra il potere reale alle spalle di
burattini senza consistenza.

Ma le famiglie di via Marsala, con una lotta portata avanti
quotidianamente da più di di due mesi, hanno dimostrato di non voler
fare un passo indietro di fronte alla minaccia della repressione,
andando letteralmente a “stanare” in questi giorni chi pensa di rimanere
nell’ombra mentre l’emergenza abitativa di otto famiglie viene gestita
con il manganello.
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Ci viene facile replicare alla nota dell’amministrazione comunale sulla
nostra condizione abitativa: l’emergenza abitativa delle famiglie di via
Marsala, già riconosciuta dal Consiglio Comunale con la mozione urgente
del 15 aprile, continua ad essere attestata da queste ultime
dichiarazioni. La nota infatti recita: "gli adulti che hanno occupato
l’immobile sono 17 di cui 7 con un regolare contratto di lavoro a tempo
indeterminato (di cui 3 part-time)". Nelle case occupate vivono anche "5
invalidi con invalidità dichiarata superiore al 50%, di cui due di
particolare gravità". Con un’altra famiglia vive invece un’anziana
gravemente malata". In queste difficilissime condizioni economiche e con
16 minori a carico com’è possibile pagare un affitto a prezzi di
mercato?

Non capiamo dove sia lo scandalo nel fatto che tre famiglie "avessero
già una casa". Tutte le famiglie, prima di occupare, avevano una casa e
pagavano regolarmente l’affitto, e tutte si sono trovate
nell’impossibilità di continuare a pagarlo: chi non aveva già uno
sfratto per morosità, lo avrebbe ricevuto a breve ed ha preferito
evitarlo per non pagare anche le spese legali. (altro…)

Nutrito il presidio di questo pomeriggio sotto palazzo Gambacorti: tante
le persone che hanno portato la loro solidarietà alle famiglie di via
Marsala dopo il vergognoso atto di ieri mattina, quando le forze
dell’ordine si sono presentate in tenuta antisommossa davanti alla
palazzina occupata con l’intento di sgomberarla.

Un ulteriore passaggio, quello di oggi, in cui si palesa la forte
vicinanza della città alle otto famiglie in occupazione, che da più di
due mesi lottano per il diritto alla casa di tutti e tutte.

Di seguito il volantino distribuito dalle famiglie durante il presidio:

Le famiglie di via Marsala resistono contro l’arroganza di
Pampana e la latitanza del Comune

Il tentato sgombero di ieri ha
dimostrato la nostra determinazione a non abbandonare le case di via Marsala in
mancanza di un’alternativa. È stata una giornata in cui si è visto chi è che governa
in questa città: nessuna democrazia, nessun potere istituzionale di mediazione
sociale, ma l’ingegner Pampana, ovvero la grande proprietà immobiliare e i suoi
interessi di profitto. (altro…)

Il quartiere di Riglione si è svegliato presto e rumorosamente questa
mattina: sono le 8:45 e diverse camionette della polizia si avvicinano
allo stabile di Via Marsala occupato il 13 marzo scorso da otto
famiglie.
Appare già chiara
la determinazione degli occupanti a resistere: ritmi che ricordano
quelli No Tav di quest’inverno accolgono le forze dell’ordine.

Un centinaio di solidali è già accorso nel cortile dello stabile.

Oggi
è un giorno vergognoso per le istituzioni della città di Pisa: dopo la
farlocca presa di posizione del consiglio comunale del 15 aprile
scorso, durante il quale, a seguito dell’occupazione della sala da
parte di circa 150 persone, i consiglieri si sono espressi a favore del
blocco dello sgombero e si sono fatti promotori della ricerca di
possibili soluzioni alternative.

Le assessore al sociale e alle
politiche abitative, in seguito, si sono proposte come mediatrici per
una trattativa con la proprietà. Sul tavolo della trattativa non
c’erano però solo gli interessi delle otto famiglie, ma l’intento del
comune di utilizzare questa lotta per dare una concretezza a strumenti
di mediazione abitativa che fin’ora non ha avuto la capacità di
applicare.

L’attuale situazione, con un ingente spiegamento di
forze dell’ordine e la volontà delle famiglie di resistere, non lascia
spazio ad alcuna trattativa.

A Pisa oggi si palesa la fine della
democrazia: la città è in mano agli speculatori, ai tanti Pampana, ai
quali il comune ha deciso di stringere la mano usando come merce di
scambio la vita di queste otto famiglie, 34 persone, 17 minori.

COMUNE VERGOGNA!PAMPANA VERGOGNA!
VIA MARSALA RESISTE!

Seguiranno aggiornamenti…

Appunti da via Marsala: dalle
prime luci del mattino un ingente spiegamento di forze dell’ordine in
Via Marsala, per sgomberare le otto famiglie in occupazione dal 13
marzo scorso.
Fin da subito sono apparse chiare le intenzioni della
questura e quelle degli occupanti: da una parte fermezza nel voler
liberare l’immobile, dall’altra determinazione alla resistenza.
Dopo
i primi contatti con i questurini, la celere si è bardata e si è
avvicinata all’immobile. A questo punto tutti i presenti in difesa
della palazzina si sono incordonati e fronteggiati con le forze
dell’ordine. Sulla Toscoromagnola sono stati lanciati dei copertoni dai
manifestanti.
Nel frattempo forte era il sostegno di coloro che si trovavano all’interno dello stabile, alcuni dei quali sopra il tetto.
A
questo punto le forze dell’ordine hanno indietreggiato. Intanto, oltre
a mettere in campo una resistenza attiva, gli occupanti e i solidali
hanno attivato diverse vie per portare avanti le loro ragioni.

 

Tra le tante conseguenze della crisi economica che avanza c’è certamente
l’emergenza abitativa che vede un vertiginoso aumento degli sfratti per
morosità su tutto il territorio nazionale.

Pisa paga da anni l’inadeguatezza delle politiche abitative delle sue
amministrazioni: aumenta il numero di famiglie che non riescono ad
accedere ad un mercato degli affitti drogato a fronte di migliaia di
appartamenti tenuti volontariamente sfitti.
In un comune come il nostro, in cui mancano gli alloggi popolari, che ha
svenduto gran parte dei suoi immobili, l’amministrazione si trova ora a
doversi obbligatoriamente confrontare con una situazione emergenziale.

Ad oggi l’unica proposta che sembra emergere con più forza è quella
dell’Agenzia Casa , strumento di intermediazione pubblico tra
proprietari e affittuari, che nasce dall’Accordo Territoriale
siglato da poco tra diverse realtà cittadine e il Comune. (altro…)

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