Con una tempistica sincronizzata con le imminenti elezioni amministrative il comune annuncia l’inizio dei lavori nel cantiere dei 39 alloggi popolari nel quartiere di Sant’Ermete. L’ennesimo nastro tagliato, ma con sei anni di ritardo! In mezzo rallentamenti, promesse tradite, gialli sulla sparizione dei fondi destinati al completamento del progetto. 39 alloggi su 250 previsti. Il tempo logora e non è sempre vero che rimargina le ferite, anzi, nel quartiere di Sant’Ermete la ferita tra istituzioni e abitanti si è approfondita a causa delle prese in giro e del sistematico boicottaggio di ogni presa di parola pubblica da parte degli abitanti. Nonostante i proclami dell’amministrazione le rivendicazioni concernenti i bisogni di chi abita sant’Ermete restano tutte sul piatto: esonero del canone di affitto ingiusto, assegnazioni popolari degli alloggi sfitti – non in sovraffollamento-, servizi di pulizia e manutenzione adeguati (cassonetti condominiali), messa in sicurezza del cavalcavia, spazi sociali e sevizi per anziani. (altro…)

La Corte dei Conti ha concluso la sua indagine sul caso fidejussioni fasulle, stimando il danno erariale a circa 4,2 milioni di euro. Questa è la cifra che la società Sviluppo Navicelli dovrebbe restituire al Comune. Questa società nel 2009, tramite l’amministratore unico Stefano Bottai, ha consegnato al Comune di Pisa due fidejussioni per un ammontare di oltre 4 milioni di euro rilasciate dalla  Union Credit Finanziaria Spa, società che però all’epoca non era abilitata a rilasciare titoli di questo tipo.

Grazie all’assenza di qualsiasi tipo di controllo da parte del Comune, ben contento ancora una volta di stendere tappeti rossi alla speculazione edilizia, Bottai ha ottenuto permessi a costruire rilasciando in cambio carta straccia. Fidejussioni che non potranno mai essere riscosse. Abitudine che non gli è passata, visto che sempre Bottai, nel 2013, quando si trovava ai vertici della Boccadarno Porto di Marina Spa, ha presentato una nuova fidejussione falsa di circa un milione. Bottai, che attualmente siede nel Consiglio di Amministrazione di Toscana Aeroporti, non ha mai pagato per il suo operato, creando un vuoto nelle casse comunali che rischia di essere scaricato sui cittadini. (altro…)

Questa mattina un nutrito picchetto ha impedito lo sfratto di Mario in Via di Pratale; nonostante fosse solo il secondo accesso sul posto si sono presentati fabbro e forza pubblica, con l’intenzione di eseguire. Una situazione purtroppo troppo frequente quando a dettare i tempi sono i grandi proprietari, e gli ufficiali giudiziari si prestano semplicemente a eseguire le loro direttive, come in questo caso.

Ma lo sfratto di oggi dimostra anche come spesso siano proprio i grandi proprietari a calpestare la “legalità” che sbandierano sempre in pubblico. Mario, infatti, ha iniziato ad avere problemi economici e non riuscire più a pagare l’affitto diversi mesi fa. Dopo l’inizio di una prima procedura di sfratto, è riuscito a concordare con la proprietà un nuovo canone di affitto, più sostenibile, che ha cominciato a pagare. Tutto ciò, ovviamente, a patto che il precedente contratto e relativo sfratto fossero stracciati. La proprietà, invece, ha intascato le prime mensilità al nero, senza mai registrare il nuovo contratto, e poi ha ripreso la precedente procedura di sfratto. (altro…)

Pubblicata ieri la graduatoria definitiva per l’Edilizia Residenziale Pubblica a Pisa; nonostante le decine di ricorsi effettuati in seguito alla graduatoria provvisoria, pare che siano rimaste in piedi le numerose storture, dovute soprattutto all’applicazione della Legge Saccardi.

Fra le tante criticità di questo bando, sindacati inquilini e movimenti per la casa hanno sottolineato le più gravi: l’esclusione di circa 140 famiglie dalla graduatoria, soprattutto a causa del provvedimento che prevede la residenza nella regione Toscana da almeno 5 anni. L’eliminazione dei punteggi per morosità incolpevole, sovraffollamento e anti igienicità degli alloggi in cui si vive. L’introduzione di criteri assurdi e cavilli per l’inserimento delle domande nelle specifiche graduatorie come giovani coppie, anziani e disabili, che hanno formalmente escluso da queste categorie nuclei che invece ne avrebbero dovuto far parte. (altro…)

Immediata la risposta degli abitanti del quartiere Sant’Ermete dopo il vergognoso tentativo di sgombero effettuato questa mattina da carabinieri e Apes nei confronti di una famiglia in emergenza abitativa.

Alle 17.30 si è riunita un’assemblea di quartiere, partecipata da oltre cinquanta persone. Evidente fin dai primi interventi la rabbia di tutti i presenti; da una parte forte era lo sdegno per il tentativo di sgomberare una famiglia con otto minori, seguita da anni dai servizi sociali (senza che abbiano mai realmente affrontato la loro situazione). Questa famiglia era appena riuscita, dopo molte peripezie, a trovare un minimo di stabilità, occupano una delle case sfitte del quartiere (quelle destinate all’abbattimento, che l’Apes ha deciso di lasciare a marcire per altri anni ancora, senza riqualificarle ne assegnarle) e inserendosi nelle numerose attività del comitato. Per questo il tentativo di sgombero è giunto come un fulmine a ciel sereno. (altro…)

Comunicato del Comitato di quartiere Sant’Ermete
Oggi 5 aprile 2018 tre macchine dei carabinieri con alcuni dirigenti e impiegati dell’APES si sono presentati in via Sirtori nel villaggio di Case popolari di Sant’Ermete per sgomberare una famiglia “senza titolo”. Decine di abitanti del quartiere si sono ritrovati davanti all’abitazione in sostegno alla famiglia e hanno impedito lo sgombero. I carabinieri arrivati alle 8 e 30 di mattina sono andati via alle 10. La motivazione di questo tentato sgombero sono quelle di un “sequestro” dell’abitazione su mandato dell’Apes, in quanto la casa non è “a norma”. Queste motivazioni sono state comunicate a voce poiché la famiglia non ha avuto ad oggi alcuna notifica dal tribunale scritta. Questa situazione è vergognosa ed è il tentativo di compiere un abuso contro il diritto alla casa:
1. La famiglia con i bambini vive da sette mesi nell’alloggio popolare di via sirtori “senza titolo” poiché è stata sfrattata più volte da terreni di sua proprietà, e a causa delle ordinanze anticamper, è stata sballottata da un parcheggio all’altro per mesi.

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Un’altra giornata di lotta per il diritto alla casa ha attraversato oggi la nostra città; un gruppo di famiglie in emergenza abitativa si è prima radunato in San Giusto per respingere uno sfratto, e poi si è recato in protesta alla sede dei servizi sociali in via Saragat.

Klodian, Letafet e i loro figli, che per l’ennesima volta hanno dovuto affrontare la visita dell’ufficiale giudiziario presso la loro casa in San Giusto sono solo uno dei tanti, troppi casi di sfratto ed emergenza legata alla casa. L’operato dei servizi sociali si limita ormai a provare a elemosinare qualche mese di rinvio ai proprietari per poi offrire qualche giorno di affittacamere alle famiglie dopo lo sfratto. La graduatoria definitiva per gli alloggi popolari era stata annunciata molti mesi fa, ma ancora non vede la luce; altre misure sbandierate a più riprese dalle istituzioni, come l’Agenzia Casa, in realtà sono solo aria fritta visto che non c’è nessuno sforzo da parte delle istituzioni stesse nel reperire gli alloggi necessari. Anche le misure più miserabili, come i contributi straordinari all’affitto, sono sempre più esigue e risicate. A fare da padroni sono dunque i grandi proprietari e le agenzie immobiliari che possono continuare a lucrare indisturbati su un diritto fondamentale. (altro…)

Un nutrito gruppo di persone, nonostante la neve e la bassa temperatura, si è radunato stamattina in via Carnelutti per respingere l’ennesimo sfratto per morosità incolpevole. Questa volta a rischiare di perdere la casa era una coppia di anziani che, dopo aver pagato per oltre dieci anni un affitto spropositato, si sono trovati senza alcun reddito e senza la possibilità di continuare a sostenere il canone.

A nulla sono valsi gli appelli al buon senso degli scorsi giorni: gli inquilini sono in graduatoria per la casa popolare e per il bando per la morosità incolpevole (che permetterebbe al proprietario di ricevere fino a 12000 euro di arretrati in cambio di un rinvio lungo o un nuovo contratto). La proprietà ha rifiutato qualsiasi mediazione e minacciato l’intervento della forza pubblica; lo stesso atteggiamento è stato portato avanti questa mattina dall’ufficiale giudiziario che ha dato un rinvio brevissimo (appena venti giorni) e ha rifiutato di ascoltare le proposte dei presenti e di svolgere il suo ruolo di mediazione. (altro…)

Un ennesimo giro di dichiarazioni incrociate da parte dell’amministrazione e di politici varii investe il quartiere di sant’Ermete e il progetto delle nuove case popolari. Ma al centro dei blocchi delle case costruite nel dopoguerra in via Emilia resta solo un cantiere un fantasma. Niente case. Tutto fermo. Gli abitanti hanno questo pomeriggio ripreso parola sulla situazione del quartiere.

“Sulla nostra strada abbiamo trovato mercanti di promesse, intenzionati a vendere l’aspettativa della costruzione di nuove case popolari, in cambio di mostruosi progetti di appalto, varianti urbanistiche, controllo sociale. Da mercanti a truffatori i politici che governano la città non hanno avuto vita facile. Noi che viviamo il quartiere abbiamo riabitato case tenute volutamente sfitte, difeso i “morosi dagli sfratti, contestato la validità del contratto di locazione a fronte della decadenza dell’assegnazione. Abbiamo inseguito i responsabili delle aziende pubbliche e delle istituzioni cittadine, pretendendo risposte e informazioni tenute nascoste.” (altro…)

Ancora una volta gli spazi autogestiti dimostrano la capacità di sopperire alle mancanze delle istituzioni. Mentre tutta Italia è attanagliata da una terribile morsa di gelo, con temperature ampiamente sotto zero anche nella nostra città, i posti nei dormitori scarseggiano, costringendo ancora troppe persone a dormire all’aperto, a rischio della loro stessa vita.

Il centro sociale “Colibrì”, spazio occupato alcuni anni fa nel quartiere CEP, in via Michelangelo 74, ha annunciato di mettere a disposizione le proprie stanze per tamponare, nei limiti del possibile, questa emergenza. Per la durata di questa ondata di gelo, dunque, sarà possibile dormire lì, rispettando alcune basilari regole, senza alcuna discriminazione e senza bisogno di esibire documenti, per accogliere quindi anche le persone che non si rivolgono ai canali istituzionali perché non in regola con permesso di soggiorno o altre questioni burocratiche. (altro…)

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