La giornata di ieri ha visto ancora una volta a Pisa mobilitarsi i cittadini del quartiere di Sant’Ermete che hanno deciso di “stanare” il principale colpevole delle loro condizioni di vita: il Partito Democratico che governa la città.

Da tempo gli abitanti delle vecchie case popolari sono in lotta per ottenere l’esonero dell’affitto. Questa rivendicazione è nata dopo una serie di eventi: la misteriosa sparizione di 10 milioni di euro già messi a bilancio per il progetto di riqualificazione del quartiere che avrebbe dovuto garantire a tutti case nuove e adeguate; l’ipocrisia dell’amministrazione comunale che vorrebbe riorganizzare a ribasso quel progetto; la presa di coscienza (sancita anche da una relazione dell’asl) del fatto che le vecchie case non sono a norma, sono pericolose e inabitabili e di conseguenza andrebbero considerati irregolari i contratti con l’Apes (ente gestore).

Per questo già molti abitanti di Sant’Ermete stanno mettendo in pratica l’autoriduzione dell’affitto; la richiesta è che gli abitanti di case non a norma e irregolari siano esonerati dal pagare il canone. Nei giorni scorsi questa richiesta doveva essere discussa in consiglio comunale, ma il PD tramite un bieco ostruzionismo è riuscito a far slittare la votazione, scatenando la rabbia dei cittadini che erano lì ad assistere.

Tuttora la mozione riguardante l’esonero non è stata discussa e votata; per questo il comitato di Sant’Ermete ha deciso di lanciare un vero e proprio assedio alla sede del Partito Democratico. In sintonia con quanto accade in tutta Italia, dove si moltiplicano le occupazioni e le manifestazioni per il diritto alla casa, in risposta all’appello a mobilitarsi della rete Abitare nella Crisi, a Pisa si è scelto di combattere perché siano garantiti alloggi dignitosi per tutti, andando a colpire i responsabili di questo scempio sociale. Se le istituzioni si ritraggono dalle istanze dei cittadini, saranno i cittadini a incalzarle e inchiodarle alle proprie responsabilità!

L’assedio alla sede del PD in via Fratti, cominciato alle 15.30, si è poi trasformato in una manifestazione molto più aspra: gli abitanti di Sant’Ermete sono entrati all’interno dell’edificio e a lungo hanno contestato gli esponenti del partito che (mal)governa la città. La gestione clientelare del sindaco Filippeschi sta emergendo in questi giorni in tutto il suo squallore: lo scandalo People Mover ha confermato che ogni ambito di profitto in questa città è inquinato da corruzione e tangenti, mentre i veri bisogni degli abitanti vengono rigorosamente ignorati e calpestati.

A Sant’Ermete una parte di popolazione si sta opponendo con determinazione a questo modello di città; rigettando i contentini, le soluzioni a ribasso, i compromessi che ogni volta vengono proposti, e mantenendo la rigidità verso l’obiettivo. L’alternativa sarebbe quella di accettare la retorica del “bisogna accontentarsi”; accontentarsi di spartirsi le briciole, di vivere nello squallore. Se quello che propone il Partito Democratico, a Pisa come in tutta Italia, è una infinita gara al ribasso, dove per accedere a un servizio bisogna accettare le più infime condizioni, è allora giusto continuare a provare a ribaltare il tavolo, indicando e colpendo i responsabili di tutto ciò.