Il presidente del consiglio, dopo due brevi tappe tra Firenze e Pistoia, si è recato questa mattina alla Scuola Sant’Anna di Pisa. Una visita annunciata con due giorni di preavviso ma che ha incontrato fuori dall’università di eccellenza pisana una vivace contestazione ad accoglierlo. Più di cento persone tra giovani, lavoratori, studenti e una delegazione dell’associazione vitteme del Salva Banche si sono ritrovate in piazza Santa Caterina all’ingresso della Scuola, dove già un presidio di protesta era stato installato tra sabato e domenica.

“Abbiamo molte ragioni da esprimere, vogliamo che il presidente del Consiglio si confronti con ciò che ci spinge a dire NO invece di blindarsi all’interno dell’Università per fare il solito monologo”, affermavano diversi interventi dalla piazza. Renzi ha scelto il Sant’Anna per parlare di merito ed eccellenza, “Non è vero, il suo merito è esclusione, l’eccellenza è privelegio. Siamo stanchi delle solite bufale e dei raggiri”, controbattevano i manifestanti.

“E’ assurdo, la polizia all’incrocio di via Carducci, sul retro del Sant’Anna, ha malmenato me e altre cinque persone che si trovavano ferme lì – racconta una donna strattonata dai funzionari di polizia – “ciò che vogliono è vietare il dissenso. Abbiamo le nostre ragioni per dire NO, ora come al referendum costituzionale del 4 dicembre che accentrerà e centralizzerà le decisioni fatte sulla nostra pelle e a spese nostre. Nel nostro No passa la possibilità di trasformare le nostre condizioni, altro che conservazione! Questo mi hanno impedito di dirlo, sono stata malmenata e minacciata. Siamo stati tenuti sotto sequestro e ci hanno impedito di esprimere la nostra opinioni. Se questa è democrazia!”.

Una situazione analoga si è verificata a Porta a Lucca, ai bagni di Nerone dove funzionari di polizia e carabinieri hanno minacciato ritorsioni (‘qui finisce male se non ve ne andate’) e spintonato una decine di persone che volevano arrivare in centro. Una giornata insomma all’insegna della censura e del divieto a dissentire con il fronte unico del Sì, fatto di arroganza e prepotenza. Le tante ragioni del No presenti in piazza si sono date appuntamento per una tre giorni di discussione il 28-29-30 ottobre al Polo Porta Nuova. Per scavalcare la censura chi dissente si è dovuto oggi battere per affermare la propria opinione. “Gli spazi di democrazia si restringono – hanno annunciato i presenti – ma non abbiamo paura, se Renzi non intende confrontarsi chi lo contraddice andremo a stanarlo alla Leopolda fiorentina del 5 novembre e andremo fino a Roma a manifestare il 27 novembre: è un avvertimento, siamo stanchi di subire”.