Firenze – Iniziato questa mattina lo sgombero
dell’ex-Meyer, occupato da circa due anni da un centinaio di migranti.

I vigili urbani si sono presentati presso l’ex-ospedale alle prime ore
del mattino. Le operazioni si stanno svogendo lentamente e
minuziosamente, in modo da poter arrivare al riconoscimento di tutti
coloro che sono presenti nello stabile.

Al momento sono in corso i primi colloqui con i servizi sociali, che
dovrebbero offrire soluzioni abitative alterantive, ma dal Movimento di
lotta per la casa fiorentino, fanno sapere che non tutte le proposte
sono accettabili, in quanto in molti casi si parla di divisione dei
nuclei familiari. Viene inoltre sottolineato che molti dei migranti sono
rifugiati politici.

La decisione di Palazzo Vecchio di effettuare questo sgombero, si
inserisce perfettamente in una linea dura che le amministrazioni PD
della Toscana hanno scelto in questi ultimi mesi.

Un asse PD che tratta il problema dell’emergenza abitativa come una
questione di ordine pubblico. Un PD che, tramite i suoi esponenti di
spicco, fa interrogazioni parlamentari nelle
quali si dipinge chi cerca di dare risposte effettive al problema casa,
come qualcuno che marcia sulle problematiche sociali, tentando di
consegnare le amminsitrazioni delle città al centro destra. Questi
stessi esponenti di spicco si espongono anche nel tentare di mettere a
tacere le voci dei "dissidenti interni".

Renzi, sindaco di Firenze, e Filippeschi, sindaco di Pisa, hanno scelto
la linea dura. Ma di fronte ad un’emergenza che è sempre più dilagante,
una linea dura, priva di contenuti e di soluzioni, quanto potrà andare
avanti? Basterà a Filippeschi aver stretto la mano a Maroni chiedendo
più forze dell’ordine in città?

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