La prossima settimana, esattamente il 7 e 8 novembre 2016, a Pisa ci saranno 2 sfratti, il primo a Marina di Pisa e il secondo nel villaggio Aurora a La Cella. Quello che accomuna le due persone sotto sfratto (un lavoratore stagionale ed un pensionato) è lo stesso proprietario di casa: si tratta della società Bartorelli Costruzioni srl, composta da Sergio e il figlio Paolo che ha la propria sede in uno studio di Ghezzano. La società, costituita nell’ottobre 2011, opera nel settore della compra-vendita immobiliare, quindi più che costruire o ristrutturare (l’azienda ha un solo dipendente) guadagna con l’acquisto di immobili che poi affitta sul libero mercato.

La società Bartorelli possiede decine di immobili distribuiti tra Marina di Pisa, La Cella e il centro. Alcune di queste abitazioni erano case popolari che la società ha acquistato e poi messo in affitto a prezzi smoderati. Questa strategia viene favorita anche dalle nuove leggi nazionali (Piano casa Lupi) e regionali (Saccardi) che privilegiano con sgravi fiscali i grossi imprenditori.

Per fare un esempio pratico: un alloggio popolare del villaggio Aurora dove una famiglia pagava 20 euro di affitto e poi deceduti tutti i membri della famiglia la casa rimane vuota. L’Apes mette nel piano di vendite questo immobile e l’imprenditore di turno può acquistare questo alloggio mettendolo in affitto al prezzo che vuole.

Questo giochino frutta tanti soldi a questi imprenditori. Ma facendo una rapida ricerca su internet, ecco che spuntano fuori delle belle magagne per Sergio e Paolo Bartorelli.

Sergio Bartorelli è stato arrestato a Pisa nel 1993 all’età di 53 anni quando allora era amministratore della ditta Cambogi. Finirono in manette altri imprenditori accusati di corruzione nell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nella costruzione del porto di Gioia Tauro, in Calabria. Gli imprenditori avrebbero affermato un giro di mazzette del valore di 997 milioni di lire su un’opera di 24 miliardi. Nell’inchiesta furono coinvolti anche alcuni esponenti politici della Lega e della Democrazia cristiana.

Paolo Bartorelli, il figlio, nel 2013 è stato processato per truffa nei confronti di un’imprenditrice (sua ex fidanzata) nell’acquisto di una sede per la sua impresa. I fatti sono del 2006. L’imprenditrice avrebbe versato delle somme di denaro per l’acquisto dell’immobile alla sua ditta che era proprietario insieme al padre Sergio (allora si chiamava Società Toselli srl). L’immobile in questione sembrerebbe che non sia mai andato in gestione all’acquirente ma bensì ad un’altra azienda.

Questi due casi sono solo due esempi dei tanti sfratti che ci sono a Pisa: le famiglie vengono prosciugate dei loro già miseri stipendi da questi proprietari di casa che oltre ad affittare case a cifre improponibili si scopre anche che sono stati arrestati per mafia o indagati per truffa.

Il 7 e 8 novembre tante altre famiglie in questa situazione si troveranno per impedire lo sfratto di Fabio e Sergio e anche per opporsi all’arroganza di questi ricchi e avidi imprenditori che oltre a possedere decine di abitazioni, alcune di queste sono lasciate vuote. I due nuclei in questione, così come tante altre, partecipano al bando pubblico per la morosità incolpevole che prevede il pagamento della morosità attraverso lo stanziamento di denaro pubblico, proponendo però ai proprietari di casa, un affitto sociale ricalcolato in base al proprio reddito.

La casa è un diritto, specularci sopra no!

Associazione Quartieri Riuniti, Progetto Prendocasa