Dalle lotte territoriali per casa e reddito nasce il Coordinamento dei Quartieri Riuniti di Pisa
Premessa.
E’ appena trascorsa una settimana di mobilitazione diffusa nei quartieri della nostra città. Quello che nelle periferie limitrofe al centro storico si è mosso è stato rilevante non tanto per la dimensione massificata della protesta, quanto per la qualità dei soggetti che l’hanno messa in campo e per la profondità delle rivendicazioni e la loro capacità di essere fattore comune per una fascia proletaria poco avvezza al conflitto. Stiamo parlando della mobilitazione degli abitanti delle case di edilizia popolare. Una protesta che a livello azionale nelle ultime settimane è sintonizzata con ciò che succede nella borgata romana di Primavalle o nelle barricate del Giambellino di Milano; uno scontro sociale che mette in luce l’opera di un governo delle risorse pubbliche orientato esclusivamente alla messa a valore tramite la vendita del patrimonio e il risparmio su tutto ciò che riguarda la qualità delle nostre condizioni di vita. Ma ciò che viene fuori è anche la fisionomia di un soggetto poco avvezzo al compromesso, che intende la trattativa come fattore di conflitto di massa per ottenere pezzi di reddito. Leggi tutto “I quartieri di Pisa lottano, si organizzano, strappano”

Una lunga giornata quella dello sciopero sociale a Pisa. Dalle prime ore del mattino picchetti, cortei, occupazioni e blocchi hanno segnato conflittualmente una giornata contraddistinta da una marcata consapevolezza di parte: rinunciando collettivamente al compromesso possiamo migliorare le nostre vite e strappare risultati concreti!
Il 14 novembre, giornata di sciopero sociale, a Pisa vedrà condensarsi lotte e percorsi di mobilitazione differenti ma attraversati dalla stessa intransigenza: niente compromessi sulla dignità della gente, vogliamo contare.
Si è innestata una reazione a catena nella città di Pisa: la mancanza di spazi nei quartieri, il bisogno di unirsi, stare insieme, discutere e organizzarsi per rispondere in maniera alla crisi economica, ha fatto sì che in poco piì di un anno, tre quartieri popolari come Sant’Ermete, Gagno e adesso il popolato Cep, si sono riappropriati di spazi pubblici inutilizzati. Giovedì scorso la nuova occupazione dei fondi pubblici, vuoti da anni, della ex Misericordia.
E’ iniziata presto anche a Pisa la giornata nazionale di Sciopero Sociale del 16 ottobre: dalle cinque del mattino circa una cinquantina tra lavoratori, studenti e disoccupati hanno bloccato i camion in entrata e in uscita di Ikea, aperta in città pochi mesi fa sull’Aurelia, nel tratto che collega Pisa e Livorno.
Ieri un’intera giornata di lotta, proteste e determinazione che ha visto come protagonisti ed organizzatori gli abitanti dei quartieri popolari di Sant’Ermete, Gagno, Cep e San Giusto, ha sancito definitivamente una cosa: l’Apes, ente gestore delle case popolari, dovrà prendersi le proprie responsabilità sulle questioni delle manutenzioni, della mobilità per le famiglie in sovraffollamento e in emergenza abitativa e sulla vendita delle case popolari prevista dal decreto Renzi “Sblocca Italia”.
Un corteo di circa mille persone si è snodato per le vie di Firenze questo pomeriggio. È questa la risposta della città alla vile aggressione di polizia che due martedì fa ha colpito un militante del Movimento di lotta per la casa. Un compagno cresciuto nelle lotte e che proprio per questo è stato aggredito, pestato e minacciato nel tentativo di far indietreggiare una forza collettiva, di isolare chi alza la testa unendosi e lottando. La giornata di oggi ha testimoniato che non c’è miglior solidarietà della determinazione di continuare a costruire le condizioni di una minaccia permanente con la lotta e i legami da questa prodotta. Si tratta certo della risposta migliore e più solida “sociale e al tempo stesso politica, l’unica possibile per la lotta per la casa ma anche la più temibile per chi ci vorrebbe mettere all’angolo”, come hanno affermato fin da inizio corteo i compagni del Movimento.
“Qui nessuno ha paura!”. Continua a Firenze la mobilitazione in risposta alla vile aggressione poliziesca di martedì scorso contro un compagno in prima linea nelle lotte per il diritto alla casa.
Il 10 ottobre, nella giornata di mobilitazione degli studenti, i movimenti per il diritto all’abitare saranno impegnati in una manifestazione a piazzale Clodio in occasione dell’udienza per Paolo e Luca, agli arresti domiciliari da quasi 5 mesi, e per diversi attivisti sottoposti all’obbligo di firma per le mobilitazioni contro la precarietà e l’austerity dei mesi scorsi.
Anche Anonymous torna a farsi sentire in vista della giornata di sciopero sociale del 16 ottobre: nella notte il gruppo di hacktivisti ha defacciato il sito del sindaco di Roma, Ignazio Marino.